Corriere di Aversa e Giugliano

::Reg. Trib. Parma 12.05 .:. Direttore Editoriale: ESTER PIZZO

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Moira Orfei racconta la storia della sua famiglia e quando Totò s’invaghì di lei

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L'arte del circo e quella del cinema sono particolarmente presenti nelle parole di Moira (nome d'arte: quello originario è Miranda) Orfei, che in questa intervista narra anche la storia avventurosa della sua famiglia, presente da quasi duecento anni in Italia ma originaria del Montenegro: Moira ed in generale la sua famiglia, gli Orfei, sono infatti sinti,

cioè appartenenti ad una delle stirpi nelle quali si distinguono le popolazioni zingare (le quali vengono a volte genericamente definite "rom", termine in realtà appropriato solo per un'altra componente di questo stesso popolo, per quanto significativa). Gli Orfei sono un nome molto noto dello spettacolo in Italia, non solo per il Circo di Moira e di altri Orfei della famiglia, ma anche per ruoli svolti, in pellicole cinematografiche ed in televisione, non soltanto da Moira, ma anche, ad esempio, da Liana Orfei (cugina di Moira) e della figlia Ambra. Nato dall'amore tra un prete dei Balcani ed una zigana, il Circo Orfei è attualmente uno dei più importanti del mondo, ed ha, tra fine 2007 ed inizio 2008, in agenda una serie di appuntamenti nel Lazio, in Sicilia ed in Campania, nei quali saranno presenti, tra gli altri, i classici numeri atletici, comici, e con numerosi animali (tigri, elefanti, ippopotami, cavalli, ed altri ancora..), riguardo i quali viene assicurato siano trattati con i giusti affetto ed attenzioni. 

 Il Circo Orfei è ad altissimo livello, con in particolare alcune prestazioni artistico-sportive (ad esempio, quelle dei trapezisti) di una portata che non è data  vedere neppure in attività similari, per esempio alle Olimpiadi, in certi tipi di atletica...: per quante ore al giorno e per quanti anni è necessario allenarsi per giungere a risultati del genere?

 Guardi, per almeno quattro-cinque ore al giorno, per due o tre anni.

Questo vale anche per soggetti predisposti: giusto?

Sì, e più precisamente: se non sono predisposti si devono levare da queste attività.

Quindi, l'allenamento è intenso, ovviamente, e fa emergere la predisposizione ed il talento che ci possono essere, per cui si può andare avanti...

Certo.

Quali avvenimenti pensa che abbiano reso possibile che il circo della sua famiglia sia divenuto uno dei più noti, anche a livello internazionale? In particolare, le chiedo se può fare un piccolo excursus storico, per sapere da quanti anni la sua famiglia si dedichi a quest'arte...(penso da generazioni)...

Eh, personalmente, da quando sono nata ricordo questo circo. Più in generale, esiste da quattro-cinque generazioni il Circo Orfei. 

Anche il sacrificio particolare che attuate nel vostro lavoro ha reso possibile un vostro maggiore successo rispetto ad altri circhi?

Più che altro, diciamo che il nostro circo piace perchè facciamo spettacoli molto belli e molto allegri.

Sì.... Lei ha sempre affermato, di fronte ad alcune critiche sull'utilizzo di animali anche non domestici nel suo circo, che questi vengano trattati con rispetto ed amore... In che modo comunque si spiega certi appunti, nel momento in cui le stesse specie di animali sono presenti anche  nei vari zoo, italiani e del mondo? Ed in quei casi, non ci sono di solito particolari, diciamo, "perplessità"...

Guardi, gli animali da noi sono trattati benissimo: sono come figli. E, al di là di questo, sarebbe assurdo trattarli male anche perchè costano un occhio della testa! A parte che nello zoo stanno sempre fermi, e lì a camminare avanti e indietro, per cui stanno meno bene lì, loro godono quando vanno in pista a lavorare.

Sì, e quindi hanno in ciò una soddisfazione particolare... Senta, tornando un po' alla storia della sua famiglia, voi Orfei di nascita siete, a quanto ho sentito, sinti, e se dico correttamente...

Sì, sì, e non rom, eh...

Bene, allora sono stata precisa. Siete cioè appartenenti a delle comunità zingare residenti più o meno da secoli in Italia...

Sì.

C'è qualcosa di particolarmente specifico di questa cultura che lei ed i suoi familiari avete trasfuso nella vostra attività artistica circense? Per esempio noto l'uso anche attuale delle roulottes...

No, no, l'attività è nata per motivi indipendenti da questa nostra cultura di base. Diciamo che nel 1820 il mio bisnonno, che era un prete, un monsignore, andava per il Montenegro a sposare e a battezzare i bambini... poi si è innamorato di una bellissima zingara: bellissima, che di più non si può. Si è così tolto la tonaca e sono scappati in Italia, con quattro cagnolini e un orso: da lì, hanno fatto gli spettacoli, ed è cominciata la storia del nostro circo.

Ah, si tratta di una storia molto romantica... Senta, la ringrazio, e prima di concludere le faccio un'ulteriore domanda: lei è stata anche interprete di numerosi film di successo, nei quali non sono mancati attori famosi, tra cui Totò, Macario, Nino Manfredi, Christian De Sica: c'è n'è qualcuno che ricorda con ancora maggiore piacere di altri, e se sì perchè? Insomma, se può farci condividere qualche ricordo particolare che ne ha...

Sì, guardi, io ho lavorato con Mastroianni ed era un gran signore, Gassman uguale. Erano tutte persone perbene. In più, l'unico che mi ha fatto un po' di avance è stato Totò, che si era innamorato di me, e mi ha detto: " Se vieni sul letto con me, io ti accarezzo solo, non ti faccio niente, però ti regalo un appartamento..."

Accidenti...

Eh...si era insomma sbilanciato, per cui mi ero chiesta che cosa gli potessi dire per non offenderlo. Gli ho così detto: "Guardi, principe, se non fossi così innamorata di mio marito verrei subito con lei..."

Insomma, è prevalso il suo sentimento per Walter Nones.

Sì. E così anche lui, Totò, è rimasto contento.

Ah, bellissimo: ha trovato un modo molto delicato per dirglielo...

Sì.

Vuole aggiungere qualcosa legata invece all'attualità del Circo Orfei?

Io vorrei dire che siamo a Roma fino al 6 gennaio, senza proroga perchè andiamo a Palermo dopo.

Ha in programma entro breve anche qualche puntata in Campania?

Sì! Andiamo a Caserta, come no...

E' possibile indicare, anche approssimativamente, una data?

Ah, guardi, debuttiamo [con il nuovo spettacolo, n.d.r.] il 10 gennaio, e penso che saremmo là, a Caserta, verso il 15-20 gennaio.

Antonella Ricciardi, 24 dicembre 2007




 

 

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