Teverola, risolto il giallo: il cadavere è di un rapinatore albanese

carabinieri

C'è stata una svolta nelle indagini sul ritrovamento del cadavere ritrovato nel tardo pomeriggio di giovedì a Teverola, quello di Aurel Xhili, ventenne, di origine albanese, rinvenuto in via Campanello. I Carabinieri hanno fermato due persone, un 26enne di Aversa, Clemente Cipresso e un 37enne di origine bulgara, Tsvectomir Ivanov Hristov, residente a Teverola. Tutto è nato dall’aggressione subita da un trentenne di Casapesenna: secondo gli inquirenti Cipresso e Hristov, insieme a Xhili, a bordo di una Fiat Punto condotta da Cipresso, col volto parzialmente travisato e i due stranieri armati di una pistola calibro 32 illegalmente detenuta e di un coltello a serramanico, nella notte tra mercoledì e giovedì intorno all’una, avevano tentato di rapinare il trentenne e la sua fidanzata che erano a bordo di una Fiat Panda. La reazione del giovane di Casapesenna avrebbe indotto il bulgaro ad esplodergli contro diversi colpi dell’arma da fuoco, ferendolo alla gamba, per poi impossessarsi del suo iPhone, accidentalmente uno dei colpi esplosi dalla pistola di Hristov ha raggiunto il complice che è morto poco dopo, il quale mentre scappavano non ce l'ha fatta ed è stramazzato al suolo. Il trentenne di Casapesenna, medicato prima all’ospedale di Aversa e stato trasferito al Cardarelli di Napoli per una lesione all’arteria femorale, sottoposto ad intervento chirurgicoè fuori pericolo di vita.