Cuba: dopo 60 anni finisce l'era dei Castro.

Cuba Wikimedia CommonsEra Il 16 febbraio 1959 e l’allora 32enne Fidel Castro giurò come primo

ministro di Cuba. Successivamente divenne Capo dello Stato cubano, fino al febbraio del 2008, quando lasciò la presidenza al fratello Raul.
Oggi 18 aprile 2018, dopo 59 anni non sarà più un membro della famiglia Castro a Capo del Governo dello stato caraibico, infatti, con la scelta da parte di Raul di non ricandidarsi, decisione peraltro annunciata nel 2013, si formerà il nuovo governo cubano, con a capo Miguel Diaz-Canel Bermudez.
Se la Storia, come citato da Oscar Wilde, è fatta da tutti, ma scritta solo dai grandi uomini, è impossibile non rivolgere il pensiero a Fidel Castro e non affermare che di Storia ne ha fatta e ne ha scritta tantissima.
Il riconoscimento che va dato a Fidel ed anche a Raul Castro è l’aver fatto la rivoluzione in prima linea, l’aver guidato Cuba in tempi durissimi, post-dittatura di Batista e, soprattutto, l’aver assicurato al popolo cubano un sistema sociale riformista.
La rivoluzione cubana è stata di influente ispirazione per tutta l’America Latina. E’ innegabile l’impatto politico che ha avuto Cuba e soprattutto Fidel Castro su quasi tutti i governi socialisti che progressivamente si affermavano nel centro e sud America, spinti soprattutto da giustizia sociale e distacco economico e politico dagli Stati Uniti.
E’ dall’insediamento di Fidel Castro che il popolo cubano ha potuto godere di diritti che gli hanno permesso di non conoscere guerre, fame o violenza, di avere accesso gratuito all’istruzione, all’alimentazione e alla salute.
Come cambierà Cuba con l’istituzione del nuovo governo?
Secondo il Washington Post questo è un evento che segnerà la fine di un’epoca, a Capo del nuovo governo ci sarà Miguel Diaz-Canel, attualmente vicepresidente cubano, comunque figura di rilievo del Partito Comunista, neanche nato quando Fidel e Raul Castro rovesciavano il regime fascista di Fulgencio Batista.
Con l’aggravarsi della situazione venezuelana, sono in molti a temere ripercussioni anche sull’economia cubana e proprio questo salto generazionale, lascia ben sperare che ciò non accada. In molte circostanze Daniel-Canel si è dimostrato un politico riformatore e liberale, si è in più di un’occasione battuto per i diritti degli omosessuali, per una maggiore libertà di stampa e un più libero uso di internet.
Non è facile prevedere come si svilupperanno gli eventi. Sicuramente sarà difficile che Raul Castro e la vecchia guardia del Partito Comunista permetteranno cambiamenti drastici in poco tempo, ma si stanno gettando le basi per un futuro più democratico per Cuba.

Giuseppina Gagliardo