Vincenzo Ruggiero massacrato per gelosia, difensore Guarente: "Ciro fu vittima di un prete pedofilo"

Vincenzo Ruggiero Ciro Guarente Heven Grimaldi

Ciro Guarente, 36enne ex militare, in galera da quasi 11 mesi per l'efferato omicidio di Vincenzo Ruggiero, attivista gay 25enne di Parete, ucciso ad Aversa, sarebbe stato vittima di un prete pedofilo.

L'ex marinaio accusato di aver ammazzato per gelosia Ruggiero a colpi di pistola e di averne smembrato il corpo, nascondendone le parti sciolte nell'acido in un autolavaggio situato a Ponticelli, avrebbe subito un grave trauma da bambino. L'imputato sarebbe stato vittima di abusi sessuali in tenera età da parte di un sacerdote, proprio nello stesso quartiere dove a distanza di decenni avrebbe cercato di occultare il cadavere di quello che riteneva un rivale in amore. Secondo la difesa, l'accusato non avrebbe denunciato nulla, ma quel trauma infantile lo avrebbe condotto al raptus omicida del 7 luglio 2017, quando a causa dell'insana gelosia per l'amichevole convivenza tra la sua fidanzata trans, Heven Grimaldi e il giovane attivista gay, avrebbe deciso di uccidere quest'ultimo.

Più precisamente secondo il difensore, Guarente quando frequentava le scuole elementari, sarebbe stato vittima di un noto sacerdote già accusato di pedofilia, don Silverio Mura. Il prete verso la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, era parroco proprio nella chiesa frequentata dall'ex marinaio. Ad avvalorare questa tesi ci sarebbero cinque testimoni, alcuni anch'essi  presunte vittime del sacerdote, ed altri, semplicemente persone che sapevano delle violenze subite dal reo confesso.

L'obiettivo del difensore è quello di alleggerire la posizione dell'imputato, aggravata anche dalla premeditazione, poiché Guarente avrebbe atteso l'arrivo a casa di Ruggiero per poi ammazzarlo.

Alcuni giorni fa inoltre, l'ex marinaio ha chiesto di essere interrogato tramite il suo legale, ma ancora non è noto se intende rivelare nuovi elementi sull'omicidio o se invece, farà il nome di qualche altro eventuale complice.

Nello stesso processo ricordiamo, è indagato anche Francesco De Turris, accusato di aver ceduto a Gurante la pistola calibro 7,65 usata per uccidere Vincenzo Ruggiero.