Operazione anticamorra: indagato il senatore Cesaro e arrestati i tre fratelli

cesaro luigi

I carabinieri del Ros hanno eseguito una misura cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura distrettuale, a carico di 59 indagati accusati di numerosi reati, tra i quali associazione mafiosa, concorso esterno, corruzione elettorale, estorsione e turbata libertà degli incanti.

Indagato anche il senatore di Forza Italia, Luigi Cesaro. Arrestati tre suoi fratelli. In particolare, nei confronti di Antimo Cesaro il gip di Napoli ha emesso un provvedimento cautelare in carcere. Ai domiciliari invece gli altri due fratelli, Aniello e Raffaele, già coinvolti in un'altra inchiesta su presunti contatti con il clan Polverino. L'accusa contestata è di concorso esterno in associazione mafiosa.  Tra i destinatari delle misure cautelari figurano anche diversi elementi di spicco della criminalità organizzata. 

L'operazione colpisce i clan "Puca", "Verde" e "Ranucci" operanti a Sant'Antimo e nei comuni limitrofi.

Secondo gli inquirenti si sarebbe delineata una fitta rete di 'cointeressenze' sia in ambito politico sia imprenditoriale.

E' stato notificato anche un decreto di sequestro preventivo di beni mobili ed immobili per un valore stimato di 80 milioni di euro. Si tratta di 194 unità, tra civili abitazioni, uffici, magazzini, autorimesse, nonché di 27 terreni, tutti ubicati tra le province di Napoli, Caserta, Frosinone e Cosenza, 9 società e 3 quote societarie, 10 autoveicoli e 44 rapporti finanziari. Tra i beni immobili sottoposti a sequestro spicca la galleria commerciale di Sant'Antimo "Il molino", i cui titolari formali sono i fratelli Cesaro.

Coinvolti anche 2 carabinieri. Secondo gli investigatori ci sarebbero stati rapporti illeciti tra alcuni indagati e due marescialli dei carabinieri, già effettivi alla Tenenza di Sant'Antimo. Il gip del tribunale partenopeo ha disposto per un militare - già sospeso dal servizio per un'altra recente indagine - la custodia in carcere e per l'altro, ora in servizio fuori provincia, l'interdizione dal pubblico ufficio. Il primo carabinieri risponde dei reati di rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento, mentre il secondo di favoreggiamento, aggravati dall'aver agevolato le attività dei clan Puca e Verde. 

Oggi, complessivamente i carabinieri del Ros hanno notificato 59 misure cautelari, di cui 38 arresti in carcere, 18 ai domiciliari, due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e una sospensione dai pubblici uffici.