L’Arcivescovo di Aversa dimesso o dimissionario?

Sul futuro della Diocesi niente è ufficiale. Strano manifesto per le celebrazioni natalizie. L’uscita di scena dell’Arcivescovo Milano era un atto atteso da tempo.

Nelle abbottonate stanze della Diocesi di Aversa si sta vivendo un clima strano che traspare anche verso l’esterno, una situazione anomala che i poco comunicativi vertici ecclesiastici alimentano ancora di più, almeno cinque righe di comunicato stampa potrebbero farle, ma è chiedere troppo. Evidentemente né la Diocesi, nè la Santa Sede ritengono opportuno far capire cosa sta veramente succedendo. Qualche settimana fa da indiscrezioni di stampa, né ufficialmente confermate, né tantomeno smentite, si è appreso che l’Arcivescovo Mario Milano che guida la Diocesi dal 14 dicembre 1989 avrebbe presentato le dimissioni “per motivi di salute”, anche se oramai manca poco alla scadenza del suo mandato per raggiunti limiti di età, in quanto compie 75 anni il prossimo mese di aprile. Poi sempre indiscrezioni di stampa hanno dato per quasi certa l’imminente nomina ad amministratore diocesano, in via provvisoria, del pastore casertano Angelo Farina. In ultimo, altre indiscrezioni hanno dato per certa la nomina a nuovo Vescovo di Monsignor Angelo Spinillo, che attualmente guida la Diocesi di Teggiano-Policastro. Nulla per adesso è ufficiale. Intanto il consueto programma di celebrazioni natalizie (nella foto) quest’anno non reca lo stemma del Vescovo, né lo stesso prelato è citato, infatti non sono previsti suoi interventi alle funzioni. Una stranezza mai vista, eppure Milano sarebbe “dimissionario” e non definitivamente dimesso. Qualcuno sussurra che le presunte dimissioni siano state consigliate al prelato, chissà. Sotto la guida di Monsignor Mario Milano si sono vissuti momenti davvero bui per la comunità cattolica della nostra Diocesi.
Sono vari i fatti eclatanti che hanno visto l’Arcivescovo protagonista:
innanzitutto non ha mai condannato pubblicamente don Marco Cerullo, il prete arrestato in flagranza mentre abusava sessualmente di un ragazzino di cui era insegnante di religione, fu arrestato dopo un inseguimento dei Carabinieri nelle campagne tra Casal di Principe e Villa Literno, per quel fatto è stato condannato definitivamente a 6 anni e 8 mesi. Mentre Benedetto XVI non perde occasione di chiedere scusa alle vittime dei preti pedofili, la Diocesi di Aversa mai nulla ha proferito in tal senso: l’unica regola: il silenzio.
Successivamente c’è stato lo sfratto, avallato dalla Diocesi, delle Cappuccinelle, le monache di clausura sono state cacciate dal loro antico convento, addirittura minacciando di far intervenire la forza pubblica.
Ancor prima Milano aveva vietato che a Pascarola si riunisse sotto la guida del locale parroco una gruppo di preghiera perché composto da gay, del resto aveva definito “anomalia” gli omossessuali, anche quando due persone di Teverola balzarono agli onori delle cronache in quanto discriminate.
Un’altra volta si distinse perché a San Cipriano d’Aversa voleva intitolare un centro ad una persona che aveva avuto problemi con la giustizia. Insomma l’uscita di scena di Milano non sarebbe una gran perdita.
La Chiesa è la proprietaria della maggioranza di tesori d’arte posseduti dalla nostra realtà, ma nulla fa per renderli fruibili alimentando così quel volano che si chiama turismo, che poterebbe lavoro e quindi meno manovalanza per la Camorra.
Salvatore Pizzo